Descrizione

Verona, 19/09/1889 – Gombion di Caldiero (VR), 30/07/1968

Nasce a Milano da genitori veronesi il 19 settembre 1889. Fin dall’adolescenza mostra predisposizione per l’arte, il disegno e il modellato. Anche per consiglio degli insegnanti, si iscrive all’Accademia delle Belle Arti di Genova, frequentando contemporaneamente lo studio dello scultore Giovanni Scanzi. Dopo il servizio di leva, nel 1911 si trasferisce a Parigi per approfondire i suoi studi, dove conosce l’opera di Auguste Rodin, Medardo Rosso, Camille Claudel e Antoine Bourdelle.

Viene richiamato in Italia allo scoppio della guerra Italo-Turca, alla fine della quale raggiunge la famiglia che si era stabilita a Verona. Qui apre uno studio dove lavora per alcuni monumenti funebri, fra cui quello al cimitero Monumentale per la madre dell’amico Lionello Fiumi, chiamato L’Anelito Fuggente, che gli dà notorietà. Allo scoppio della Grande Guerra viene richiamato e combatte sul Carso e in Albania. Al ritorno riapre lo studio in via S. Silvestro a Verona (città dove si sposa avendo dal matrimonio quattro figli), continuando l’attività di arte religiosa e funeraria (oltre che a Verona sue opere si trovano anche a Milano, Bologna, Vicenza, Vigevano e Roma) e vincendo diversi concorsi per l’edificazione di monumenti ai Caduti. Negli anni ’30 lavora a importanti committenze pubbliche, principalmente a Verona con i gruppi scultorei alla Casa del Mutilato (progettata dal fratello, l’architetto Francesco Banterle) e di ponte Garibaldi, ribattezzati dai veronesi gli “strachi” (stanchi) per la loro posizione stesa (distrutti durante la Seconda Guerra Mondiale). Per l’Esposizione di Parigi del 1937 realizza i medaglioni del Padiglione Italiano delle Colonie, e a Khartoum, in Sudan, le statue di S. Marco e S. Matteo per la Cattedrale. Espone in numerose mostre e partecipa, anche in veste di giurato, a diversi concorsi.

Dopo la Seconda guerra Mondiale (dove viene anche richiamato alle armi per qualche tempo) si trasferisce nuovamente a Milano, dove continua la sua attività, lavorando contemporaneamente anche a Verona  per ritratti, opere cimiteriali e sacre. Nel 1955 esegue la statua di Simon Bolivàr per l’impianto Siderurgico dell’Orinoco, in Venezuela. In uno dei frequenti soggiorni a Verona, nella casa di Gombion, muore colto da infarto il 20 luglio 1968.